5. Sposalizio di Maria Stampa
LE CAPPELLE

 Architettura

La costruzione intrapresa poco dopo il 1620 ad opera delle comunità di Chiavazza, Ronco e Zumaglia, terminò nel 1640 circa. Le date riportate sulle pareti non sono perciò esatte. L’edificio è a pianta rettangolare e presenta sulla parte anteriore un grazioso portico il cui fronte è sorretto da un arco a serliana, confrontabile con quello della cappella della Nascita di Gesù, ma più raffinato e leggero. Pregevoli sono i lavori in pietra: il cornicione che corona la parte superiore dell’edificio, con un profilo simile a quello della cappella della Visitazione, il portico in blocchi ben squadrati, la trabeazione, le colonne con i rispettivi basamenti riccamente ornati e le cornici di porte e finestre. Il materiale lapideo utilizzato per questa cappella proviene dalle vicine cave del Favaro ed è stato lavorato da scalpellini del luogo. L’interno è coperto da una volta a botte; una scalinata, larga quanto l’intero edificio, pone in risalto le figure principali collocate sul livello più alto.
 
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 SCENA INTERNa

La scena ritrae lo Sposalizio di Maria secondo la narrazione del Protoevangelo di Giacomo: la sorte avrebbe indicato il prescelto con la fioritura di una tra le verghe che i pretendenti avevano con sè. La Madonna e S. Giuseppe sono davanti al Sommo Sacerdote, circondati dai loro parenti, dai rivali di S. Giuseppe, colti nel gesto di spezzare i loro bastoni, e da alcune donne. Lo Sposo tiene con la mano sinistra la verga fiorita e porge la destra a Maria per contrarre matrimonio. Le statue sono opera di G. D’Enrico al culmine della sua maturità artistica: i personaggi, modellati con grande maestria e perfezione, sono stati restaurati nel corso degli anni. Già al principio del ‘700 l’Amministrazione incaricò P. G. Auregio di risistemare le parti deteriorate. L’abile mano dell’artista non alterò i tratti caratteristici e originali del D’Enrico. Le pitture sulle pareti, realizzate forse nel 1919, riproducono curiosamente alcune tra le statue presenti nell’edificio. Il restauro del 1969 fu deludente.
 
 

 altre foto

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